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Regione Toscana
Sanità: riconoscere il ruolo delle farmacie rurali, sì unanime a risoluzione Pd
Presentata in Aula dal primo firmatario Mario Puppa: “Ulteriore consolidamento delle loro attività e dei servizi offerti”
Il Consiglio regionale approva con voto unanime una risoluzione presentata dal Partito democratico, primo firmatario il consigliere Mario Puppa, per il riconoscimento del ruolo delle farmacie rurali e il consolidamento delle loro attività e dei servizi offerti.

Le farmacie rurali, situate nei piccoli comuni, nei centri agricoli, montani e nelle isole minori, rappresentano spesso l’unico presidio sanitario rimasto al servizio delle comunità. Costituiscono un punto di riferimento essenziale per la popolazione di tali aree. Operano all’interno di piccole comunità, spesso caratterizzate da popolazione residente anziana e da un progressivo processo di spopolamento. “In Italia sono oltre 6mila 700 – ha spiegato Puppa nell’illustrazione all’Aula –, di queste 4mila 200 sono sussidiate, cioè considerate disagiate, e servono oltre 5milioni di abitanti. Nel periodo pandemico hanno svolto un lavoro significativo, facendo servizi che vanno al di là delle loro competenze”.

La Regione ha previsto ed erogato, nel recente passato, finanziamenti per le farmacie disagiate, contributi che per l’anno in corso ammontano a 650mila euro. C’è, ricorda Puppa, l’attenzione del Pnrr e serve il sostegno della Regione affinché queste farmacie “diventino sempre più presidi di servizio socio-sanitario nelle aree periferiche”.

La risoluzione impegna la giunta regionale “ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento, valutando al contempo le dirette possibilità di azione a livello regionale, affinché si possano promuovere azioni di semplificazione per l’avvio di tali attività, tenendo conto della diversa realtà territoriale nella quale queste sono chiamate ad operare, incentivando così l’apertura di tale tipologia di farmacie, laddove non ancora presenti”. La Regione dovrà “continuare nel sostegno alle farmacie rurali, anche nella fase post emergenza Covid-19, affinché venga, con sempre maggiore efficacia, riconosciuto e consolidato il determinante ruolo che tali farmacie assumono per la popolazione di riferimento, quali presidi centrali della vita delle comunità dei piccoli comuni, delle aree interne, rurali, montane e delle isole minori della Toscana”. Si dovrà porre “la massima attenzione, nell’attuazione delle Strategia nazionale per le aree interne contenuta nel piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), affinché vengano erogate adeguate risorse destinate a rafforzare il ruolo e la funzione delle farmacie rurali, rendendole strutture sempre più in grado di erogare servizi sanitari territoriali alle popolazioni di riferimento”.

Il Consiglio regionale è impegnato “ad audire, all’interno della Commissione consiliare competente, da convocarsi anche congiuntamente con la Commissione istituzionale per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, i rappresentanti della categoria”, per acquisire “un quadro definito sulle farmacie rurali presenti in Toscana, nell’ottica di favorire un loro consolidamento all’interno del sistema sanitario regionale”.

Il vicepresidente della commissione Sanità, Andrea Ulmi (Lega) annuncia il voto favorevole del gruppo: “Sostanzialmente ritengo corretta questa proposta da parte del Partito democratico. Giusto creare reti capillari per la prevenzione a livello territoriale per problematiche di primo intervento. Sto lavorando anch’io su un atto d’indirizzo per le farmacie rurali. Propongo subito che proprio per la loro natura, abbiano i ristori spettanti in tempi ragionevoli. Per quanto mi risulta, i tamponi fatti fino a giugno non erano stati ancora pagati un paio di mesi fa, fatta eccezione per la zona di Massa Carrara”.
09/11/2021 19:48
Regione Toscana

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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