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Regione Toscana
Consiglio Regionale. Sanità e digitale: focus in Commissione
Ascoltati tecnici e addetti ai lavori sulle opportunità di sviluppo dei servizi. Parole d’ordine interoperabilità, diffusione sul territorio, cooperazione
Maggiore diffusione sul territorio, interoperabilità, possibilità di accesso alle banche dati, cooperazione di tutti gli attori in campo, formazione. Sono queste le parole d’ordine per migliorare i servizi digitali nella sanità toscana. Indicazioni che sono emerse da un focus che la commissione Sanità ha tenuto ieri, mercoledì 22 settembre, nell’ambito delle audizioni in vista degli Stati sanitari della salute<http://www.consiglio.regione.toscana.it/default?nome=statigeneralidellasalute&legi=11>.

Ha spiegato il presidente della Commissione Enrico Sostegni (Pd): “Vogliamo avere un quadro sulle prospettive che il digitale apre nell’organizzazione dei servizi sanitari e come questo cambierà in futuro le prestazioni. Inoltre, dalle audizioni tenute in questi mesi, è emerso che i servizi digitali nella sanità toscana sono diffusi, ma a volte frastagliati e non comunicano tra di loro. Vorremmo dunque capire quali siano gli interventi da fare per garantire in tempi rapidi una maggiore rapidità e interoperabilità, anche alla luce dei profondi mutamenti indotti dall’emergenza Covid”.

A tentare di dare una risposta Sabina De Rosis del Mes Sant’Anna di Pisa, l’Agenzia regionale di Sanità, i vertici di Estar, i delegati dagli uffici dei Rettorati delle Università della Toscana, il responsabile dei sistemi informativi della Regione Toscana Andrea Belardinelli, la dottoressa Marzia Giaccardi dell’Asl Centro Toscana.

Da parte della presidente di Ars Lucia Turco e dei suoi collaboratori è stata sottolineata l’importanza strategica dei dati. “In Toscana – hanno spiegato – si produce già una quantità enorme di dati; lo sviluppo di piattaforme già esistenti potrebbe rendere disponibili molte più informazioni di quanto accade adesso. Abbiamo un patrimonio che ancora non sfruttiamo appieno”. I dati esistenti hanno il limite di non coprire tutte le prestazioni esistenti e mancano quelli territoriali, come ad esempio quelli che possono essere forniti dai medici di famiglia.
Gli studi del Sant’Anna evidenziano come i processi di digitalizzazione abbiano subito una profonda evoluzione in epoca Covid. “E’ cambiata la percezione sull’utilità del digitale ed è stato introdotto l’utilizzo di sistemi alternativi per comunicare con i pazienti” ha detto De Rosis. Alcuni “case studies” dimostrano le enormi possibilità che lo sviluppo dei sistemi digitali apre nel settore sanitario: da piattaforme integrate che consentono video-visite, prenotazioni online e accesso al fascicolo sanitario, all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale che con un primo triage e una prima visita permettono di abbattere i ricorsi impropri al pronto soccorso e le visite superflue presso i medici di famiglia.

Monica Piovi, direttrice di Estar, e altri vertici hanno illustrato il lavoro dell’ente di supporto tecnico amministrativo e quali siano gli obiettivi per l’attuazione del Pnrr: implementazione delle reti di prossimità, delle strutture e della telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale “per portare fuori la tecnologia dagli ospedali, nelle case delle comunità, negli ospedali di comunità, a domicilio del paziente”. Ancora, innovazione ricerca e digitalizzazione del sistema sanitario. “Non c’è digitalizzazione senza semplificazione e reingegnerizzazione dei processi” hanno detto.
Numerosi gli spunti forniti anche dai rappresentanti delle Università. Se Pisa ha offerto l’utilizzo del suo data center e ha proposto di formare i tecnici di Estar sulle nuove competenze tecnologiche, Siena ha fatto presente i problemi di privacy e dell’ambito medico-legale che devono essere affrontati e risolti nell’uso del digitale, mentre Firenze ha posto l’accento sulla necessità di interconnettere i servizi digitali operanti su base territoriale.

Per la Giunta regionale, Belardinelli ha ricordato che la Toscana ha un data center unico regionale “ed è bene che i dati stiano tutti qui perché sono maggiormente al sicuro”. Obiettivo per il prossimo futuro “è creare un sistema di gestione tecnologica dell’informazione e della comunicazione unico, unitario e condiviso - ha spiegato -. La Toscana è messa bene, si è guadagnata il quarto livello di qualità su cinque, ma dobbiamo migliorare”. La pandemia ha costretto a premere sull’acceleratore dell’innovazione, cambiando profondamente i modi di relazione con il cittadino, e numerosi sono i servizi realizzati e già operativi: dal fascicolo sanitario elettronico più facilmente accessibile alle prenotazioni online, fino ai portali per prenotare vaccini e tamponi.

Infine Giaccardi, nella veste di presidente toscana della Società di aritmologia e cardiostimolazione, ha sottolineato, dati alla mano, come l’aumento del monitoraggio da remoto di pacemaker e defibrillatori consenta continuità di cure, interventi tempestivi e alla lunga un risparmio economico perché fa diminuire le attività ambulatoriali in presenza.
“Abbiamo raccolto spunti preziosi – ha commentato il presidente Sostegni alla fine delle audizioni – che inseriremo nella proposta di risoluzione che stiamo approntando in vista degli Stati generali della salute”.
23/09/2021 10:11
Regione Toscana

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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