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Regione Toscana
Cave: nuova legge, il dibattito in aula

Secondo Giacomo Giannarelli (M5S) “la proposta di legge fa indubbiamente passi avanti e apporta migliorie rispetto al passato”. “Il problema – ha sottolineato – è che partiamo da una situazione estremamente arretrata, perché porta norme in una giungla, ma occorre una riflessione maggiore sulla definizione del lavorato, in particolare perché i cittadini sono molto positivi sul riuso di qualità”. Sul cosiddetto ‘informe’, “servono maggiori chiarimenti”. Quindi, il consigliere regionale giudica positivamente che “si cerchi di mettere chiarezza in un mondo che è una giungla, anche a tutela delle imprese” e insiste sulla necessità di garantire la qualità del materiale estratto, impedendo che le multinazionali “taglino le montagne per farne carbonato di calcio”. “È vero che così si creano posti di lavoro, ma dobbiamo guardare anche alla qualità dell’attività svolta e a valorizzare la qualità del materiale estratto – ha detto ancora Giannarelli –. Su questo è necessario fare una seria riflessione”. Giannarelli ha quindi dichiarato il voto di astensione del Movimento 5 Stelle su questo provvedimento.



Elisa Montemagni (Lega) ha criticato il fatto che, davanti a numerosi emendamenti portati dal suo gruppo in commissione, la maggioranza non abbia dimostrato alcuna apertura. “Erano emendamenti che tendevano a migliorare la legge – ha spiegato – perché secondo noi il testo così com’è rischia di essere nuovamente impugnato. Non è infatti possibile obbligare i privati a creare un consorzio; noi proponevamo in alternativa un sistema di incentivi per favorire una scelta in questo senso da parte loro”. Per questo la consigliera ha annunciato il voto contrario della Lega alla proposta di legge.

“Siamo contrari al paradigma di fondo della legge: l’attività di coltivazione andrebbe fortemente ridotta e pesante dovrebbe essere il contingentamento del materiale estratto, mettendo al centro la conservazione dell’ambiente”. Così ha esordito Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) che anche sul fronte occupazione ha le idee chiare: “Il sistema cave, ormai, impiega pochi operatori mentre è altissimo il tasso di infortuni spesso mortali”. Sul disegno di legge il capogruppo ha sollevato diverse obiezioni: “Prende atto della sconfitta di aver trattato in maniera avventuristica il tema dei beni estimati; con la nuova definizione di giacimento si premette un tipo di lavorazione non idonea”. In chiusura di intervento Fattori ha riconosciuto un merito alle nuove disposizioni: “Si fanno passi avanti”, ha dichiarato riferendosi in particolare alla lavorazione in loco del 50 per cento del materiale da taglio.

“Dovremmo avere il coraggio di adottare scelte drastiche, tendere alla progressiva e poi definitiva chiusura delle cave”. Non ha usato mezze misure Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt). Nel ricordare l’Overshoot day e il conseguente esaurimento delle risorse rinnovabili che la terra è in grado di produrre in anno, ha parlato di “Alpi Apuane non infinite, ne perdiamo 5mila tonnellate l’anno, ed è solo il dichiarato. Tra poco le definiremo pianura”. “Ogni tonnellata di marmo buono – ha continuato – produce 3 tonnellate di detriti non destinati all’arte. Abbiamo 785 cave in meno di 30 chilometri, a Carrara si contano 7 cave ogni chilometro quadrato”. Nel parlare di “inquinamento acustico e atmosferico”, Pecori ha anche rilevato quanto il sistema sia squilibrato, “Produce ricchezza per pochi”, e sul fronte occupazione: “In 10 anni si sono registrato 158 incidenti. È tra i lavori più usuranti”.

“La legge rappresenta un passaggio importante, risultato di un giusto approccio. L’atteggiamento senza pregiudizio che emerge, misura la capacità di governo messa in campo”. Il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani, ha ricordato i “molti tavoli di confronto attivati” per “arrivare a soluzioni che tengono conto dell’economia del marmo, senza tradire i principi di sicurezza sul lavoro. È un grande passo”. Il Consiglio, a detta del consigliere, ha varato una legge “definitiva e chiara, che allontana un regime di conflittualità sul tema marmo e apre ad una nuova stagione di governo del territorio”.

Il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli (Pd) ha “respinto al mittente” le accuse mosse dalla capogruppo della Lega Montemagni di una maggioranza “non aperta alle proposte di emendamento presentate dalle opposizioni”. “Siamo stati così in ascolto – ha chiarito – che abbiamo sentito il parere dell’ufficio giuridico che, però, si è espresso negativamente”.

“Il lavoro fatto è importante, ancora di più se si considera l’argomento storicamente complesso”, ha detto Paolo Bambagioni (Pd). “La materia non è semplice ma il Consiglio ha saputo fare un atto di governo non scontato e con l’aiuto di tutti i soggetti interessati”. La legge, a detta del consigliere, tiene dentro un “progetto ambizioso: stimola gli operatori a non ‘saccheggiare’ la risorsa”. E rispondendo alla consigliera Pecori ha concluso: “In un mondo ideale chiudere le cave sarebbe possibile, ma non viviamo nel paradiso terrestre, serve il giusto equilibrio”.

In chiusura di dibattito l’assessore Vincenzo Ceccarelli, la legge sancisce il “processo di costruzione di regole precise e non vessatorie per l’escavazione sostenibile e la salvaguardia ambientale. Trattandosi di materia non riproducibile, occorre un uso migliore”. E sulla legge ha ribadito: “è frutto di un lungo confronto e di una grande concertazione. Calibra meglio le possibilità di lavoro spingendo sulla sicurezza e rende più civile l’utilizzo del materiale”. Il combinato disposto legge/Piano “segna una bella pagina politica” ha concluso.
31/07/2019 18:56
Regione Toscana

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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