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Comune di Castelfiorentino
Castelfiorentino. Le Suore di “San Giuseppe” salutano Castelfiorentino
Arrivarono cent’anni fa durante la “grande guerra” 15/18, per assistere anziani e malati. Sabato 16 marzo (ore 12.00) il Sindaco Falorni consegnerà loro una pergamena-ricordo
Arrivarono a Castelfiorentino durante la “Grande guerra” 15/18, per assistere anziani e malati. Nel giro di pochi anni, si fecero conoscere e apprezzare dalla popolazione e dal 1927 si dedicarono anche a una nuova attività educativa: l’Asilo in via Pompeo Neri, nella Villa rilevata in precedenza dai Masetti. Un Asilo dove sono stati seguiti con amore e dedizione migliaia di bambini. Un luogo dove sono cresciute intere generazioni di castellani.
E’ la storia delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione, che sabato prossimo – 16 marzo (ore 12.00) – saluteranno la Comunità di Castelfiorentino nel corso di una cerimonia che si terrà nella sala rossa del Municipio, a conclusione della quale il Sindaco, Alessio Falorni, consegnerà loro una pergamena-ricordo. Saranno presenti Don Alessandro, Proposto di Santa Verdiana, Suor Davidica Conti (già provinciale della Congregazione) e Suor Petronilla Perez, membro del Consiglio Europeo e delegata per l’Italia della provinciale.
Le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione si sono insediate – come si è detto – nell’edificio di via Pompeo Neri nella seconda metà degli anni Venti, grazie al nuovo Asilo che fu aperto il 16 novembre 1927. Esso raccolse subito le iscrizioni di 125 bambini, suddivisi all’epoca in tre sezioni: bambini fino a tre anni, bambini di 4 anni e di 5 anni. Un riscontro assai positivo, dunque, se si considera che nel vecchio asilo comunale i bambini non erano più di quaranta.
Da quel momento, le Suore posero le basi di un’attività educativa duratura, che andò ad affiancare quella assistenziale di cui già beneficiavano anziani e malati, svolta presso il ricovero di via Timignano e nell’Ospedale “Santa Verdiana”. Difficile, se non impossibile, ripercorrere in poche righe le tappe che segnarono la loro presenza nella Comunità: oltre a quelle ricordate, infatti, le Suore si dedicarono anche ad altre attività come il catechismo, una scuola di pianoforte, una scuola elementare, un ricreatorio festivo per i giovani, l’Opera “pro Derelitti” (doposcuola per ragazzi difficili) e numerose altre iniziative.
Non mancarono, naturalmente, i momenti drammatici, condivisi in pieno con la popolazione di Castelfiorentino, come in occasione dell’ultima guerra (durante il bombardamento del 7 marzo 1944, in particolare, morì una Suora della congregazione, Margherita Lorenzati) e dell’alluvione del 1966. “Donarsi e morire” è, del resto, il motto dell’Ordine, che ha avuto origine in Francia nel 1832 da Emilia de Vialar, una giovane che aveva scelto come guida e patrono – appunto - San Giuseppe.
“Negli oltre cento anni di presenza castellana – osserva Don Alessandro, Proposto di Santa Verdiana – le Suore di San Giuseppe hanno incarnato con grande fedeltà e dedizione il carisma missionario della Congregazione. Con l’impronta della loro fondatrice hanno saputo manifestare a tutti la tenerezza di Dio. A tutti: piccoli e grandi, singoli e famiglie, sani e malati… e i poveri, sempre e senz’altro i prediletti. L’asilo, l’Ospedale, la Casa di Riposo, come pure le innumerevoli case e vie del paese, non sono state semplicemente strutture e luoghi di servizio, ma spazi vitali per un Vangelo fatto opera concreta. Le necessità attuali che costringono numerose comunità religiose a ridisegnare la loro presenza e forma ci interrogano. Un paese intero ha beneficiato della dedizione delle Suore di San Giuseppe; sono certo che la loro opera resterà inscritta nel tessuto castellano ben oltre il ricordo di chi l’ha sperimentata”.
“Sabato prossimo – sottolinea il Sindaco, Alessio Falorni – invito tutti i cittadini a partecipare al saluto che faremo alle Suore dell’Asilo “San Giuseppe”, dove sono cresciuti migliaia di bambini castellani. Per molti anni, decenni ormai, le suore dell’Asilo hanno rappresentato un punto di riferimento per l’intera comunità, uno spazio educativo e al tempo stesso un luogo di socializzazione e di ricreazione. Un’attività preziosa, ultimo anello di una storia di lungo corso che ha praticamente superato il secolo di vita, e che ha visto le Suore della congregazione impegnate con amore e dedizione al servizio dei più deboli, come anziani e malati. I Castellani non le dimenticheranno mai”.
12/03/2019 15:22
Ufficio stampa Comune di Castelfiorentino

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a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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