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Redazione di Met
Al festival delle religioni l’agenda del nostro tempo: Isis, religione, fede, fratture
Sintesi dei dibattiti della giornata di sabato
Un cenacolo di Santa Croce affollato per seguire il primo incontro che apre il pomeriggio di dibattiti al festival delle religioni. “Isis: oltre il fanatismo”, questo il tema che ha guidato le riflessioni di Magdi Cristiano Allam e Paolo Mieli condotti dalla giornalista Claudia Fusani. “L’Isis è un’entità con cui dobbiamo fare i conti – ha detto Paolo Mieli – e di fronte alla quale dobbiamo prendere una posizione netta per poter attuare una strategia. Se noi scegliamo che l’Isis è nostro nemico dobbiamo prendere delle decisioni nette e chiare che siano conseguenza di questo”. “Non possiamo agire in modo disordinato e confuso con politiche contraddittorie altrimenti soccomberemo. Spesso abbiamo poche idee e sbandiamo in opportunismi di breve durata”. “Cinicamente possiamo sperare - dice Mieli - che prevalga la dimensione degli sciiti contro i sunniti". “E noi in occidente con chi stiamo e perché?”, chiede Claudia Fusani sottolineando che è necessario fare chiarezza in Europa.

Magdi Cristiano Allam sottolinea che parlare di Stato Islamico non significa parlare di un tema lontano da noi, ma di qualcosa che è dentro casa nostra. “La minaccia principale che incombe sull'Europa - ha detto - è che è già in casa, parla la nostra lingua e fa proseliti tra noi. I nostri principali nemici non sono i tagliagole ma i taglialingua. Presto ci troveremo in un 'Europa islamizzata grazie alla bomba demografica”. Poi ricorda la sua storia: “Dopo l'Egitto di Nasser, un despota, c'è stata una involuzione: lo stato laico ha lasciato il passo al Corano. So che esistono musulmani moderati, io lo sono stato per più di 50 anni. Le religioni non sono tutte uguali, le persone sono uguali, ma cristianesimo e islam non sono la stessa cosa”. “Il terrorismo islamico – ha poi spiegato Allam - è figlio dell'Islam sempre più radicale sdoganato. La Turchia è socio occulto dell’Isis e dei Fratelli Musulmani in Egitto, Isis non potrebbe sopravvivere senza aiuto della Turchia”. Un altro elemento importante è la fascinazione che subiscono i giovani europei rispetto all’Isis. Poi Paolo Mieli ha raccontato di una riunione a porte chiuse in Israele dove gli hanno detto: “altro che l’Isis pensa l'errore di fare accordi con l’Iran”.

Incontro Oratorio San Tommaso

All’oratorio di San Tommaso al centro del dibattito il tema: “La religione oltre la fede”. Valdo Spini ben sintetizza il messaggio dell’incontro: “Cosa significa lavorare insieme, oltre la fede? Non semplificare e uniformarsi. Il sincretismo non è una soluzione. La nostra possibilità è quella di riconoscersi fratelli in battaglie comuni. Dalla lotta alla pena di morte al sostegno nelle emergenze umanitarie. Sono obiettivi condivisi che richiedono unità, uno sforzo di laicità e buona politica”.

Incontro Oblate

Molto partecipato con domande dal pubblico l’incontro alle Oblate dal tema “Sarajevo: oltre le fratture”. Un appuntamento che cade alla vigilia della visita a Sarajevo di Papa Francesco il prossimo 6 giugno. “Le religioni non hanno alternative devono favorire il dialogo”, ha detto l’arcivescovo Vincenzo Paglia. “Trattiamo con il mondo arabo da settant’anni, ma solo in termini economici per il petrolio. Non c’è stato uno scambio culturale e oggi paghiamo questa scelta”. Per stabilire un dialogo, gli ha fatto eco il giornalista Zouhir Louassini, “fondamentale è conoscere l’altro. Spesso si spiega l’Islam usando i nostri parametri e questo crea grandi errori ed equivoci”. Nella figura di Maria cristiani e musulmani si incontrano: “A Maria è dedicato uno dei capitoli più belli del Corano”, ha evidenziato Louassini. “Conoscere è il primo passaggio per non compiere errori”, ha detto l’arcivescovo Paglia. E ha ricordato la difficile situazione nei Balcani. “L’accordo di Dayton – ha spiegato Paglia - del 1995, che ha posto fine alla guerra in Bosnia ed Erzegovina, è una soluzione senza creatività, congela una situazione che potrebbe esplodere da un momento all’altro. L’Europa deve riprendere il suo ruolo”.

Santa Croce Bauman/Obirek

Oltre 350 persone sono accorse nel Cenacolo di Santa Croce per l'incontro tra Zygmunt Bauman, maestro del pensiero contemporaneo, teorico della ‘modernità liquida’, e Stanislaw Obirek, teologo, storico, antropologo, ex gesuita. Due grandi intellettuali si sono confrontati per la prima volta in un libro intitolato "Conversazioni su Dio e sull'uomo" sull’esperienza religiosa nel mondo di oggi, sulla tolleranza nella ricerca della verità, su cosa significa credere in Dio, sul ruolo del caso nella vita, sulla ricerca personale, sulla speranza.
Un tema affrontato in diretta e ben sintetizzato dalle parole di Bauman, non a caso inserite nella quarta di copertina del volume:

“Non sapremo mai se Dio c’è o meno, ma il nostro essere uomini consiste proprio nell’impossibilità di giungere a quel sapere e nella necessità di vivere senza di esso, e per di più con la consapevolezza della sua assenza. La differenza è che tu, Stanislaw, sei tormentato dal desiderio di giustificarti di quella imperfezione e io invece la tratto non solo come inevitabile, ma anche come la condizione più decorosa per un uomo onesto”.

Un incontro in cui sono stati affrontati numerosi temi riguardanti il mutamento della sfera pubblica, delle relazioni intime e di quelle digitali, del confronto coi temi assoluti della vita e della morte.


Il programma completo della tre giorni è disponibile sul sito ufficiale www.festivaldellereligioni.it, su cui è possibile prenotarsi gratuitamente agli incontri.
Tutti gli incontri sono gratuiti.

Il Festival delle Religioni è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dal Comune di Firenze, dall’Università degli Studi di Firenze e dal Gabinetto Vieusseux
17/05/2015 09:21
Redazione di Met

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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