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Redazione di Met
Festival delle Religioni: un cenacolo dove le differenze si incontrano e dialogano
Il Ministro Stefania Giannini apre la tre giorni. Molti gli incontri e gli appuntamenti di questa tre giorni che fa di Firenze un cenacolo per il dialogo e il confronto, uniche strade possibili di fronte a panorami sempre più incandescenti. Tra i molti dibattiti ne segnaliamo alcuni divisi per le varie giornate

Venerdì 15 maggio, alle ore 15.30, il ministro per l’Istruzione Stefania Giannini. Oltre la disinformazione: l’ora di storia delle religioni è il dibattito che la vede protagonista insieme a Francesco Margiotta Broglio, uno dei più illustri studiosi di diritto ecclesiastico e di storia dei rapporto tra Stato e Chiesa. A moderare la conversazione, presso il Gabinetto Vieusseux – Sala Ferri, il giornalista Ignazio Ingrao. Alle 16, presso l'Altana della Biblioteca delle Oblate, si confrontano Sergio Givone e Vito Mancuso, in un dibattito dal tema “Oltre le ragioni della ragione”, moderati dal direttore di TV2000, Paolo Ruffini; alle 17, sempre presso la Biblioteca delle Oblate, in Sala Colombaria, dialogano padre Giancarlo Bruni, biblista di fama internazionale e membro della comunità ecumenica di Bose con il matematico Piergiorgio Odifreddi, introdotti dal giornalista Maurizio Crippa. Sempre lo stesso giorno, alle 18, al Gabinetto Vieusseux un incontro su mafia e chiesa con l’arcivescovo dell’arcidiocesi di Catanzaro – Squillace Vincenzo Bertolone con la giurista Paola Severino moderati dal direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian. Ad arricchire l’incontro una riflessione del presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone. Alle 21, invece, al Cinema Odeon il critico Sergio Risaliti e lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, sono al cinema Odeon per discutere sul tema: Immortalità della bellezza. Oltre la distruzione
SABATO 16 Tra gli incontri previsti il 16 maggio, alle 11.30, al Gabinetto Vieusseux l’Imam Yahya Pallavicini e Abbas Damiano Di Palma si confrontano sul tema: Sunniti e Sciiti. Oltre le divisione e la propaganda. Modera il vaticanista di Repubblica Marco Ansaldo. Mentre nel pomeriggio, alle 15, al Cenacolo di Santa Croce Magdi Cristiano Allam e Paolo Mieli si confrontano sul tema Isis: oltre il fanatismo. Modera la giornalista Claudia Fusani. Alle 16, presso l’Oratorio S. Tommaso, Valdo Spini, Alessandro D’Alessandro e Dinni Rolfo dialogano sulla religione oltre la fede incalzati dalle domande del direttore del Corriere fiorentinoPaolo Ermini. Alle 16.30, presso la Biblioteca delle Oblate, un incontro su Sarajevo con mons. Vincenzo Paglia, il giornalista Zuhir Louassini e Mario Benotti. Un appuntamento che cade proprio alla vigilia della visita di papa Francesco, il 6 giugno, alla città martire di Sarajevo. Alle 18, presso il Cenacolo di Santa Croce il filosofo Zygmunt Bauman e il gesuita Stanislaw Obirek si confrontano sul tema: Oltre i confini. Conversazioni su Dio e sull’uomo con l’editorialista del Corriere della Sera Mauro Magatti.
DOMENICA 17, invece, alle 11, in Sinagoga, il Rav Joseph Levi, l’Imam Izzedin Elvir, mons. Andrea Bellandi e il Ghesce Tenzin Tenphel si confrontano sul tema: Oltre lo scontro. La forza della compassione. A moderare il dibattito il direttore della Nazione Pierfrancesco De Robertis. Alle 16, presso l’Oratorio S. Tommaso, la pastora Anna Maffei, l’Arch. Nikolaus Papadopoulos e don Alfredo Jacopozzi si confrontano sul tema: Oltre le diplomazie. Nuovi linguaggi tra le chiese. Modera il giornalista Andrea Fagioli. Alle 17, al Cenacolo di Santa Croce, è presente il musicista Ennio Morricone sollecitato dalle domande di Andrea Pezzi sul tema: la musica oltre l’armonia.
Alle 21, l’evento che chiude il festival, a San Lorenzo, vede protagonisti i bambini. Il seme gettato, infatti, viene lasciato alle nuove generazioni. Sono loro a leggere i testi sacri. Questa iniziativa, fatta in collaborazione con l’associazione Culter, giunge alla fine di un percorso nelle scuole proprio per educare i piccoli alla cultura del dialogo e dell’incontro.
Ad aprire la manifestazione, il 12 maggio, importanti rappresentanti delle varie religioni. Insieme per dire no alla violenza e al terrorismo. Nel suo videomessaggio il rabbino capo di Gerusalemme Aryeh Stern: “Tutti gli esseri umani sono creazione di Dio, questa è la base per un costruire il dialogo”. “Tutti - ha ribadito - soffrono nello stesso modo. I rabbini devono parlare con gli altri leader religiosi”. Riguardo l’estremismo islamico ha ribadito una ferma condanna dell’estremismo: “né i capi religiosi ebrei né i cristiani né i musulmani trovano una giustificazione nell’uccisione degli innocenti”.
Mentre il patriarca di Gerusalemme Twal ha sottolineato: “Per il bene di Israele e dei vicini è opportuno risolvere il conflitto e non solo gestirlo. È necessario che la comunità internazionale intervenga seriamente, dato che dopo tanti anni, le varie parti non riescono a trovare un accordo. La Terra Santa non potrà mai essere proprietà esclusiva di un popolo. La sicurezza del popolo israeliano dipende da quella del popolo palestinese. Sono convinto che in questa terra o vivremo insieme o moriremo insieme. Un giorno i capi politici, israeliani e palestinesi, arriveranno a comprendere, al di là delle ambizioni politiche, il senso, la natura e la vocazione di questa terra benedetta”. E ha rivolto un invito ad andare oltre la paura, il vero ostacolo alla pace.
Invece il rabbino Adin Steinsaltz ha messo in primo piano come un ruolo importante lo rivestano i valori: terreno comune dove è possibile incontrarsi. “La religione e la politica seguono logiche diverse - ha sottolineato. La moralità non conta per gli Stati che seguono logiche legate alla convenienza, al possesso e i confini. Per la religione, invece, le leggi morali sono prioritarie”. Su un punto è stato molto chiaro: “Bisogna sapere cogliere nell’uomo l’immagine di Dio, mentre oggi viviamo un processo di disumanizzazione”.
Riguardo l’Isis Adin Steinsaltz ha sottolineato: “L'Isis non ha niente a che fare con la religione islamica, i suoi militanti sono solo dei nichilisti. Lo stato islamico non è fatto di uomini religiosi, ma di terroristi. Sono il sintomo di un grande vuoto. Dobbiamo riempire questo vuoto con i valori. È necessario portare Dio nelle strade".
Anche il patriarca Twal riguardo l’Isis ha sottolineato come l’attenzione dei media si sia spostata dalla Terra Santa sull’Isis, sulla Siria, sullo Yemen “Ormai – ha continuato – l’Isis è sfuggito di mano a chi lo ha creato ed anche l’Europa non ne è esente. Dobbiamo andare oltre anche nella politica. Servono politiche nuove che osino prendere posizioni coraggiose”
Presente anche il Papa Coopto che ha ribadito come non esista libertà senza civiltà e non c’è civiltà senza cultura e istruzione. “Il terrorismo intellettuale – ha detto - è l’imposizione di un pensiero che va a colpire chi pratica culti diversi, per i quali è chiamato infedele.
I veri motivi della violenza sono da rintracciare in alcuni punti: un’educazione a senso unico che non tollera chi è diverso; il carattere settario del sé; il guardare gli altri come ad uno specchio dove si vede solo se stessi; l’ignoranza e i pregiudizi nell’altro.
Bisogna lavorare per creare un ambiente illuminato e formare un modello di convivenza moderna. Assiduo è il contatto con il Papa di Roma per la diffusione di questi valori basati su una costante preghiera.
Ad aprire la rassegna il saluto del sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha citato Giorgio La Pira come esempio cui si guarda a partire dalla sua frase “unire le città per unire le nazioni. Le città – ha continuato il primo cittadino – permettono di andare oltre i confini, gli stati, le nazioni. Andare oltre significa riconoscere l’altro per lavorare a favore della pace. Abbiamo dentro di noi la forza della storia e dei nostri valori. Per Firenze oggi è una grande giornata perché il dialogo appartiene al patrimonio della nostra comunità”.
“Svelare le differenze e porre una lente di ingrandimento su ciò che è scontro vuol dire lavorare nel concreto per costruire la pace”. Così l’ideatrice del festival, la filosofa Francesca Campana Comparini, introducendo i temi di questa manifestazione che porta a Firenze rappresentanti delle varie religioni e del mondo laico. “Firenze è la prima fra le città occidentali ad aver messo al centro l’uomo. Bisogna tornare a mettere al centro la dignità dell’uomo, ricordando che le sue radici sono prima in cielo e poi in terra”, ha concluso Francesca Campana Comparini.
Il tema del Festival: #andiamoltre
Dopo una prima edizione da tutto esaurito, l’Associazione “Luogo d’Incontro” ha scelto di rilanciare la propria proposta, tentando un passo avanti. “Il Festival delle Religioni pone davanti a tutto, come fondamento, la dignità e il rispetto dell'uomo – ha dichiarato Francesca Campana Comparini - è arrivato il momento di “andare oltre”, di prendere coscienza non solo della pluralità dell'esistenza ma di riconoscere il nostro volto in quello di chi ci sta di fronte. Oltre il fanatismo, oltre la mortificazione della vita, della razza, delle idee, della vita, dell'uomo”.
Il programma completo della tre giorni è disponibile sul sito ufficiale www.festivaldellereligioni.it, su cui è possibile prenotarsi gratuitamente agli incontri.
I convegni si svolgeranno in prestigiose location dislocate nel centro storico fiorentino, come il Cenacolo di Santa Croce, la Biblioteca delle Oblate, il Gabinetto Viesseux, l’Oratorio di San Tommaso e il Cinema Odeon.
Tutti gli incontri sono gratuiti.
“Luogo d’Incontro” è un’associazione nata dal desiderio di essere un punto di riferimento per la città di Firenze. Un’associazione fondata da una giovane ragazza fiorentina, che vuol dare un contributo alla sua città nel segno della cultura. Questo è lo spirito e l'intento con cui nasce Luogo d’Incontro. Tal nome è stato scelto, proprio perché emergesse l’idea di un laboratorio di cultura, un vero e proprio luogo d’incontro di idee, di pensieri e di buoni propositi per svegliare la città. Questa la mission dell’associazione, il cui obiettivo è quello di realizzare eventi culturali, che siano momenti utili, di riflessione e che destino la curiosità dei fiorentini. Da queste premesse nasce l’idea del “Festival delle Religioni” a Firenze la cui prima edizione è stata realizzata con grande successo nel maggio 2014.
Il Festival delle Religioni è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dal Comune di Firenze, dall’Università degli Studi di Firenze e dal Gabinetto Vieusseux.
14/05/2015 13:18
Redazione di Met

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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