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Prefettura di Firenze
PREFETTURA DI FIRENZE: FIRMATO UN PROTOCOLLO D'INTESA PER PREVENIRE LA CRIMINALITA' IN BANCA
La firma al termine del seminario "Banche e forze dell'ordine: una collaborazione vincente".
Intensificazione dei sistemi di difesa e una più diffusa attività di formazione del personale sono i punti principali del protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca firmato oggi a Palazzo Medici Riccardi fra Prefettura, ABI e 37 istituti di credito di Firenze e provincia al termine del seminario “Banche e forze dell’ordine: una collaborazione vincente”, organizzato per fare il punto sullo stato di applicazione dei sistemi di sicurezza, esaminare gli aspetti tecnici della prevenzione e rafforzare le modalità di collaborazione con le forze di polizia.
Ai lavori, aperti dal prefetto Andrea De Martino e dal responsabile dell’ufficio sicurezza anticrimine dell’ABI Marco Iaconis, sono intervenuti il questore di Firenze Vincenzo Indolfi, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Francesco Benedetto e Edoardo Valente, e i responsabili di 37 istituti di credito.
I dati statistici sull’andamento delle rapine in banca commesse nella provincia rilevano una sostanziale flessione: nel primo semestre di quest’anno sono state effettuate 27 rapine in provincia e 12 a Firenze con una diminuzione, rispetto allo stesso periodo del 2005, rispettivamente del 46% e del 33%. Anche a livello regionale la situazione è nel complesso positiva pur se notevolmente diversificata: dati in calo in cinque province (oltre Firenze, Arezzo, Grosseto, Lucca e Prato) ma in crescita nelle altre (Livorno, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Siena), per cui il dato toscano fa rilevare un +2,47% nel primo semestre 2006 rispetto all’anno precedente.
I risultati positivi sono anche il frutto della proficua collaborazione avviata fra Prefettura, forze dell’ordine e ABI - sancita dai protocolli d’intesa sottoscritti nel 2001 e nel 2005 - che ha permesso di incrementare efficacemente gli standard di sicurezza, intensificare la sinergia operativa con le forze di polizia e migliorare la formazione del personale.
La situazione emersa dall’analisi dei dati sull’andamento delle rapine induce a continuare sul percorso intrapreso rafforzando ulteriormente le misure di difesa. Agli standard di sicurezza concordati nel protocollo del 18 aprile 2005, il 49% delle filiali rapinate è risultato essersi adeguato in tutte le prescrizioni previste, mentre il 51% solo in parte.
Nell’incontro odierno è stato deciso di ampliare la gamma degli strumenti di difesa attiva e passiva, con la dotazione di bancone e area blindata ad alta sicurezza e di un sistema di protezione perimetrale esterna, nonché di rendere obbligatorio il sistema di videosorveglianza in tutte le sedi bancarie. E’ stato anche ritenuto utile prevedere la riduzione delle giacenze di denaro in cassa presso gli istituti per rendere minore la capacità di rapina dei malintenzionati.
Entro tre mesi dalla firma del protocollo, le banche si impegnano a dotare ciascuna filiale di almeno quattro misure di sicurezza fra quelle indicate (nel precedente accordo erano tre) selezionando i sistemi di difesa che qualitativamente e quantitativamente rispondono meglio ai rischi di ciascuna sede. Fra questi, i rilevatori biometrici hanno dimostrato di essere altamente efficaci ma sulla loro installazione il Garante della Privacy si è espresso negativamente sollevando numerose controindicazioni sotto il profilo della tutela dei dati personali.
Una particolare attenzione sarà dedicata alle casse esterne dei bancomat perché il fenomeno della clonazione delle carte e della falsificazione dei pulsanti è in crescita. Utile è stato ritenuta una maggior diffusione delle telecamere esterne posizionate sugli sportelli bancomat, accompagnata anche da controlli quotidiani sulle tastiere.
Importante anche l’aggiornamento tecnologico degli strumenti con la costante manutenzione dei sistemi video, la taratura dei metal detector e la sostituzione dei supporti di registrazione.
Al centro dell’attenzione anche la formazione e l’informazione dei dipendenti bancari. Negli ultimi anni le rapine sono state effettuate con modalità operative diverse rispetto al passato, da parte di malviventi armati di strumenti di offesa minori come taglierini e trincetti, spesso senza alcun travisamento (il 70% dei rapinatori ha agito a volto scoperto). Un comportamento adeguato alle circostanze da parte del personale resta un fattore importante e le banche intensificheranno l’attività di informazione sulle modalità anticrimine, dando anche ampia diffusione alla guida antirapina già predisposta dall’ABI per gli operatori di sportello. Utile all’attività delle forze dell’ordine anche la capacità di attenzione del personale nel registrare i dati somatici dei rapinatori e la collaborazione nel riferirli agli investigatori.(sl)

Sul sito della Prefettura:
Programma dei lavori
Protocollo d'intesa
Statistiche sull'ndamento delle rapine in banca commesse in provincia e regione
Indice di adeguamento degli istituti di credito agli standard di sicurezza
20/10/2006 14:04
Prefettura di Firenze

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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