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Ultimi giorni per la mostra sulla Grande Guerra e le Case della Memoria

Fino al 30 settembre un tuffo nella Storia al Castello Sonnino
Ultimi giorni a disposizione per visitare la mostra dedicata alla Grande Guerra e ai grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese. È aperta fino al 30 settembre al Castello Sonnino di Montespertoli in provincia di Firenze (via Volterrana Nord 5), l’esposizione “Memoria d’Autore. I Grandi Personaggi e la Grande Guerra nelle Case della Memoria”, organizzata dall’Associazione Nazionale Case della Memoria e inaugurata lo scorso 28 giugno a 100 anni esatti dalla firma del Trattato di Versailles che mise ufficialmente fine alla Prima Guerra Mondiale.

La mostra, a ingresso libero, è ospitata nell’antica e bellissima vinsantaia e fa parte di un progetto legato proprio alla presenza nella rete del Castello di Montespertoli, Casa della Memoria di Sidney Sonnino che fu ministro degli Esteri del Regno d’Italia dalla neutralità fino alla conferenza di pace di Parigi. Tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 18, i visitatori saranno accolti all’Enoteca del Castello. Le visite guidate saranno effettuate alle ore 11.30 e alle ore 15. Per gruppi di più di 10 persone è obbligatoria la prenotazione.

All’interno del castello, oggi residenza dei baroni Alessandro e Caterina de Renzis Sonnino, sono conservati importanti documenti della partecipazione di Sidney Sonnino alla Conferenza di Parigi e al Trattato di Versailles. Tra questi anche una parte della prima bandiera italiana che sventolò al Brennero nel 1918, conservata in un’urna di legno a forma di pietra miliare romana. Dei veri e propri pezzi di Storia visibili attraverso la visita guidata all’Archivio Sonnino e al Castello possibile su prenotazione (contributo di 10 euro; max 20 persone a visita).

Tutti i visitatori della Mostra che vorranno fermarsi a mangiare all’Enoteca, beneficeranno di uno sconto del 10% su tutti i prodotti della Fattoria e per la visita della Torre. Per info e prenotazioni: 0571.609198; 338.3772213: info@castellosonnino.it

Nata da un’idea di Adriano Rigoli e Marco Capaccioli, presidente e vicepresidente dell’Associazione, a cura e con l’inquadramento storico di Francesco Cutolo, l’esposizione si propone di ripercorrere le vicende di alcune personalità italiane legate al circuito delle Case della Memoria. In particolare, due protagonisti di spicco della vita politica e intellettuale italiana, che rivestirono un ruolo decisivo nell’ esperienza bellica: Sidney Sonnino, ministro degli Esteri del Regno d’Italia dalla neutralità fino alla conferenza di pace di Parigi e Gabriele D’Annunzio capofila dell’interventismo, militare pluridecorato e comandante delle truppe di “irregolari” che, tra il 1919 e il 1920, occuparono la città di Fiume.

La figura di Sonnino, è centrale. Fu lui, nella Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles, a siglare nel 1919 il Trattato che sancì quella che per l’Italia è rimasta la “vittoria mutilata”: un’espressione coniata da D'Annunzio per riferirsi agli inadeguati compensi territoriali ottenuti dall'Italia rispetto a quanto concordato in cambio dell’entrata in guerra con l'Intesa. Durante la Conferenza di Parigi infatti la fermezza di Sidney Sonnino cozzo` con la risolutezza del presidente americano Woodrow Wilson a non concedere nessuna parte della Dalmazia. A fine aprile 1919, il Presidente del Consiglio Orlando e Sonnino abbandonarono per protesta la Conferenza, compromettendo le trattative.

Orlando e Sonnino il 5 maggio 1919 annunciarono che sarebbero tornati a Parigi, e lo fecero, ma il clima ormai era compromesso, sia in Francia che in Italia. Il 23 giugno, proprio su di una proposta di politica estera, il governo Orlando si dimetteva. Sonnino e altri due membri della delegazione italiana si fermarono a Parigi per firmare il Trattato di Versailles, il 28 giugno 1919. Fu il suo ultimo atto: il governo Orlando si era dimesso e il successore, Nitti, preferi` affidare gli Esteri a Tommaso Tittoni. Alla fine il regno di Vittorio Emanuele III si vide riconoscere il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria e Trieste, ma non la Dalmazia e Fiume, che sarebbe stata occupata, nel 1919, con un colpo di mano, da una spedizione guidata da D’Annunzio, alla testa dei suoi legionari, evento di cui lo scorso 12 settembre si è ricordato il centenario.





Associazione Nazionale Case della Memoria

L’Associazione Nazionale Case della Memoria mette in rete 78 case museo in 12 regioni italiane (Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) che hanno deciso di lavorare insieme a progetti comuni e per promuovere questa forma museale in maniera più incisiva anche in Italia. Abitazioni legate a tanti personaggi della cultura italiana: Giotto, Giovanni Boccaccio, Francesco Datini, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Francesco Cavassa e Emanuele Tapparelli d’Azeglio, Agnolo Firenzuola, Pontormo, Benvenuto Cellini, Filippo Sassetti, Lorenzo Bartolini, Silvio Pellico, John Keats e Percy Bysshe Shelley, Francesco Guerrazzi, Giuseppe Verdi, Elizabeth Barrett e Robert Browning, Pellegrino Artusi, Corrado Arezzo de Spucches e Gaetan Combes de Lestrade, Giosuè Carducci, Sidney Sonnino, Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Ferruccio Busoni, Maria Montessori, Enrico Caruso, Giorgio e Isa de Chirico, Antonio Gramsci, Raffaele Bendandi, Piero Bargellini, Enzo Ferrari, Primo Conti, Leonetto Tintori e Elena Berruti, Indro Montanelli, Italo Zetti, Ivan Bruschi, Ilario Fioravanti, Goffredo Parise, Barbara Marini Clarelli e Francesco Santi, Loris Jacopo Bononi, Giorgio Morandi, Sigfrido Bartolini, Venturino Venturi, Luciano Pavarotti, Robert Hawthorn Kitson con Frank William Brangwyn e Daphne Phelps, Elémire Zolla, Toti Scialoja e Gabriella Drudi, Gabriele D’Annunzio (il Vittoriale degli Italiani), Papa Clemente XII, Giacinto Scelsi e Giulio Turci, Filadelfo e Nera Simi, Secondo Casadei, Carlo Levi, Domenico Aiello e Michele Tedesco, Marino Moretti, Augusto e Anna Maria Radicati, Mauro Giuliani, Carlo Mattioli, Michelangelo Buonarroti, Sofia ed Emanuele Cacherano, Michele De Napoli, Aurelio Saffi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, Francesco Messina, Giuseppe Garibaldi, Francesco Baracca, Giovanni Verità, Ugo Tognazzi, Salvatore Quasimodo, Cosimo Della Ducata, Tullio Vietri e con il Cimitero di Porta a Pinti (cosiddetto Cimitero degli Inglesi), il Cimitero degli Allori a Firenze e la Casa della Memoria di Milano.

L’Associazione Nazionale Case della Memoria è in Italia l’unica rete museale di case museo di personaggi illustri a livello nazionale, partecipa alla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane di ICOM Italia ed è “istituzione cooperante" del Programma UNESCO "Memory of the World" (sottocomitato Educazione e Ricerca). Info: www.casedellamemoria.it
18/09/2019 11:02
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a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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