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Consorzio Bonifica Area Fiorentina
IL SALUTO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL CONSORZIO BONIFICA AREA FIORENTINA MAURO CRESTI
In vista della fine del proprio mandato alla guida del Consorzio
Il recente saluto del Commissario Straordinario, Mauro Cresti, scritto in vista della fine del proprio mandato alla guida del Consorzio.

“Sono definitivamente a fine di un lungo mandato, prima come Presidente e poi come Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica per la difesa del suolo e la tutela dell’ambiente della Toscana Centrale. Il 30 novembre le elezioni hanno riportato la rappresentanza in mano agli elettori e questo è senza dubbio un bene. Un periodo così lungo di commissariamento (2007 - 2013) è dovuto all’infinita lunghezza del percorso di riforma che le forze politiche toscane hanno condotto e portato a termine a dicembre 2012. La riforma regionale toscana si occupa degli enti che gestiscono la manutenzione delle opere idrauliche (non le nuove opere) e del reticolo idraulico. Questa attività si finanzia attraverso un tributo patrimoniale. La riforma sinteticamente ha ridotto gli enti gestori passando da 26 (13 consorzi e 13 comunità montane/unioni dei comuni) a 6 consorzi di bonifica.

Io non mi sono ripresentato alle elezioni perché dopo un periodo lungo è bene passare la mano, facilitando la circolazione delle idee in un settore molto complicato, strumentalizzato e ampiamente sottovalutato nelle sue potenzialità e nella qualità delle competenze professionali che vi lavorano. Un settore, eppure, così attuale e fonte di sviluppo ambientale.

La storia del mio mandato si può riassumere con il cambio di ben tre denominazioni dell’Ente, che hanno comportato un notevole aumento di attività nelle aree del Chianti (senese e fiorentino) e nella val d’Elsa… il vero e proprio “cuore” della Toscana. Dal Consorzio di Bonifica della Val di Pesa siamo passati a quello delle Colline del Chianti per arrivare a quello della Toscana Centrale (32 comuni). Domani il nuovo ente comprenderà l’Area Fiorentina, l’Ombrone Pistoiese, il Mugello, la Val Bisenzio. Il nuovo nome sarà Consorzio di Bonifica n. 3 “Medio Valdarno” (65 comuni).

Con i diversi cambi di denominazione e la conseguente estensione dell’attività siamo passati da 15.000 a 70.000 consorziati ed infine a 140.000. I numeri di bilancio e dunque le spese per l’attività del Consorzio, relativamente alla sola entrata tributaria, sono passati da 800mila, a 3,5 milioni, a 7,5 milioni di euro all’anno. Il bello di questo tributo è che non può essere distolto dagli scopi di manutenzione nei territori dove viene prelevato e quindi in essi viene riversato attraverso lavori e attività del Consorzio.

Oggi il Consorzio che consegno al nuovo Ente del Medio Valdarno ha una struttura di circa 47 dipendenti, appena sottodimensionata , visto che in regime troppo lungo di commissariamento non si sono potute assumere figure professionali effettivamente necessarie. Un terzo è operativo, sono gli operai che lavorano sul territorio; un terzo è tecnico, ingegneri, geometri che progettano e dirigono cantieri e attività; un terzo è catastale e amministrativo. Una sola unità è dirigente. L’incidenza del costo del personale nei bilanci è consolidata tra il 33-34% ed ovviamente, vista la natura dell’Ente, il loro lavoro produce attività diretta sul territorio. Il costo della componente eletta e degli amministratori grava per circa l’1% sul bilancio. I consolidati attivi di bilancio sono nell’ordine di milioni di euro e sono andati a finanziare negli anni acquisizioni di sedi per migliorare l’operatività e non la rappresentanza. Questi sono i parametri che in un bilancio devono essere, giustamente, evidenziati e sottoposti a controllo.

I consorzi di bonifica oggi tendenzialmente sono strutture competenti, dinamiche e giovani nel personale. Hanno bilanci controllati tendenzialmente in attivo o molto in attivo come nel nostro caso. Ciò non è generalizzabile, ovviamente, sia a livello regionale che nazionale. Generalizzabile è invece il valore della loro funzione e questo vale in particolare per la Toscana, così ambientalmente diversificata e per questo bella, ma complicata sotto l’aspetto paesaggistico e idrogeologico. La politica a volte riforma enti in attivo per bizzarrie di luoghi comuni e di strumentalità, ma è sua legittima facoltà farlo, assumendosi le responsabilità che ne conseguono.

La mia esperienza in questo Ente, dopo tre legislature di amministratore pubblico a San Casciano in Val di Pesa, è stata esaltante per le problematiche, per le dimensioni, per il confronto con le competenze professionali trovate o formate, per i rapporti umani vissuti senza troppe formalità. Questa esperienza è stata anche drammatica per gli eventi che si sono succeduti sui nostri territori, che negli anni sono passati da grandissime siccità ad eventi meteo calamitosi: a volte grazie alle opere idrauliche presenti si sono sostanzialmente evitati danni, altre volte, purtroppo, le opere esistenti non sono state sufficienti a contenere totalmente le ondate di piena. Vi sono stati quindi ripercussioni negative sul territorio sia per motivi di quantità delle piogge che per limiti nella pianificazione dell’edificato urbano storico e recente.

Questa è una attività difficile, che non risolve il 100% delle criticità, ma se ben condotta può solo mitigare il rischio di abitare, costruire, lavorare, vivere nelle vicinanze di corsi d’acqua sempre più costretti tra la loro possente naturalità e i nostri interessi. E’ una attività, che abbiamo condotto, insieme alle Amministrazioni e alle tante realtà associative di settore locali, con grande disponibilità e spirito di collaborazione e per questo va il mio ringraziamento ai Sindaci, agli assessori, ai funzionari comunali e ai responsabili di tutte le comunità e associazioni locali.

E’ una attività che solitamente non si improvvisa, per la quale è complicatissimo e pericoloso improvvisarsi tecnici, che ha bisogno di tempi medio lunghi per potere essere riconosciuta e riconoscibile sul territorio, nella gran parte del quale la nostra presenza è recente. Eccetto la Val di Pesa, il resto del territorio della Toscana Centrale è sotto la responsabilità del Consorzio dal 2006 e dal 2009 e portare a aumentare la sicurezza un bacino idrografico di centinaia e centinaia di kmq è una attività che va iniziata a misurare almeno dopo un decennio. Ciò non toglie ad un osservatore attento di percepire come siano migliorati i fondovalle dei nostri corsi d’acqua. Entrare nel merito delle cose è l’unica via sempre valida, si fatica, ci si espone, ma non esistono scorciatoie. A volte ci si riesce, altre meno, altre si fallisce.

Io sono grato alla vita per avermi fatto vivere questa esperienza in mezzo a persone che con passione e competenza dedicano il loro impegno all’ambiente. Sarà una combinazione… ma su questi stessi fiumi, la Pesa, la Greve, l’Ema, l’Elsa ho vissuto la gioventù, ci ho passato le vacanze, ci ho pescato, li ho percorsi anche a piedi quando sono stati secchi, li ho controllati dal punto di vista chimico da ormai 38 anni nel mio vero lavoro professionale, ci vivo… una delle mie figlie si chiama addirittura come uno di loro; per l’altra non ho trovato un nome di fiume anche se mi sarebbe piaciuto… non mi separo quindi da nulla, non termino nulla, continuo il mio percorso di coerenza con curiosità, passione e soprattutto rispetto per il lavoro e per l’ambiente in cui tutti viviamo.

Grazie al Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale!”
Mauro Cresti
23/12/2013 13:53
Consorzio Bonifica Area Fiorentina

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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