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Confservizi Cispel Toscana
TARIFFE ACQUA: CLASSIFICHE BUGIARDE E INFORMAZIONE ATTENDIBILE
Alfredo De Girolamo: “E’ un errore macroscopico fare delle stime della spesa media a famiglia del consumo dell’acqua non basate sulla realtà. Usare i dati con disinvoltura a sostegno delle proprie tesi è facile; più difficile è analizzare seriamente il problema e capire che il servizio idrico ha i suoi costi e che gli investimenti da fare sono ancora rilevantissimi: 2 miliardi prossimi 10 anni”
Le classifiche diffuse in questi giorni da associazioni di consumatori sulle bollette idriche, nelle quali la Toscana risulta la regione con le tariffe più alte come spesa media familiare, sono basate su stime erronee e non provviste delle necessarie spiegazioni per mettere in luce specificità e diversità. E’ quanto precisa oggi un comunicato di Confservizi Cispel Toscana, che prende posizione di fronte a recenti rapporti statistici riportati dalla stampa. “L’errore più macroscopico – afferma Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana - riguarda il volume di acqua consumata che le diverse associazioni stimano di solito pari a 190-200 mc anno a famiglia, ma che è una cifra che non ha alcun riscontro nella realtà toscana, dove il consumo si attesta intorno ai 110-120 metri cubi anno a famiglia”. La base di calcolo corretta produce una bolletta media che oscilla fra i 270 e i 300 euro l’anno, “ed è questa la bolletta che conosce una famiglia media di tre persone”, poco più della metà di quella valutata dalle associazioni di consumatori intorno ai 470-490 euro.
Nel comparare i costi dell’acqua fra le varie regioni, occorre poi tenere conto di specificità che rendono giustizia al lavoro delle aziende toscane. La Toscana è stata la prima regione italiana ad applicare la legge Galli e il nuovo metodo tariffario nel 1999, che doveva coprire integralmente i costi e sostenere tutti gli investimenti fatti, pari a circa 1,4 miliardi di euro in 13 anni. “Le altre realtà – ha commentato ancora De Girolamo - arriveranno alla stessa nostra tariffa fra qualche anno: come spesso accade in Italia chi non rispetta la legge viene premiato nel dibattito pubblico, mentre chi la rispetta viene indicato come costoso”.
Ci sono poi fondamentali differenze nei costi di approvvigionamento fra Milano, con una densità enorme e un’estensione della rete ridottissima e per esempio la rete che porta l’acqua nel Chianti, nel Mugello o sul Monte Amiata, in Versilia. “Usare i dati con disinvoltura a sostegno delle proprie tesi è facile – ha detto ancora De Girolamo - più difficile è analizzare seriamente il problema e capire che il servizio idrico ha i suoi costi e che gli investimenti da fare sono ancora rilevantissimi: 2 miliardi di euro nei prossimi 10 anni”. La competenza tariffaria ora è dell’Autorità nazionale energia e gas: “Ci auguriamo – ha concluso - che il suo intervento consenta un dibattito più serio sul costo del servizio, in un Paese che comunque spende più di acque minerali e di ricariche dei cellulari, di quanto spende per un bene prezioso e primario come l’acqua potabile e il trattamento degli scarichi idrici”.
08/05/2012 13:43
Confservizi Cispel Toscana

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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