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Confservizi Cispel Toscana
TARIFFA IDRICA: TROPPI POTERI AL MINISTERO, RIDOTTA L’AUTONOMIA DELL’AUTORITÀ PER L’ENERGIA E IL GAS
Appello di Alfredo De Girolamo e Giuseppe Sardu alla Regione e all’Anci: “E’ assolutamente indispensabile che le Regioni ed i Comuni facciano sentire la loro voce presso il Governo per una radicale correzione dell’impostazione del DPCM”, perché esso “tende a limitare l’indipendenza e l’autonomia che deve avere l’Autorità, impedendone un funzionamento efficace”
“Forte preoccupazione” per la bozza di DPCM sulla gestione del ciclo integrato delle acque che il Ministro dell’Ambiente Clini ha trasmesso a Regioni Comuni e Autorità Energia e Gas è stata espressa oggi dal presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo e dal coordinatore delle aziende del servizio idrico Giuseppe Sardu. In una lettera inviata ai vertici della Regione Toscana e all’Anci, De Girolamo e Sardu sottolineano che “la bozza rappresenta un pericoloso passo indietro: invece di aprire la strada dopo 15 anni e un referendum a un chiarimento definitivo sulla regolazione del servizio idrico, si definisce un quadro di competenze confuso, contradditorio, inefficace”. Per questo De Girolamo e Sardu ritengono “fondamentale che all’Autorità sia garantita completa autonomia e indipendenza, come stabilito dalla legge”: “E’ assolutamente indispensabile che le Regioni ed i Comuni facciano sentire la loro voce presso il Governo per una radicale correzione dell’impostazione del DPCM”, perché essa “tende a limitare l’indipendenza e l’autonomia che deve avere l’Autorità, impedendone un funzionamento efficace”.

Secondo le aziende del servizio idrico, infatti, la bozza di DPCM assegna qualche competenza di regolazione all’Autorità per l’Energia e qualche competenza viene trattenuta al Ministero dell’Ambiente, “con ampie sovrapposizioni, ponendosi in aperto e totale contrasto con la legge 214/2011 che trasferiva tutte le funzioni all’Autorità”. Mentre, al contrario, “la scelta di affidare per legge la regolazione a un’unica Autorità autonoma e indipendente come quella per l’Energia e il Gas corrispondeva alla necessità urgente e improrogabile di mettere definitivamente ordine in un settore che ha bisogno di certezze e non di ulteriore confusione”. In particolare, affermano i firmatari della lettera, “non si comprende a quale titolo il Ministero dell’Ambiente dovrebbe definire i livelli minimi di servizio e dovrebbe verificare i Piani di Ambito, oppure stabilire i criteri per la definizione dei costi, competenze che in un quadro di regolazione “normale” devono spettare esclusivamente all’Autorità di regolazione nazionale”. E neppure si capisce “il motivo di includere in questo Decreto norme relative alla gestione della risorsa e ai Distretti idrografici, aspetti della gestione dell’acqua che non riguardano la regolazione economica del servizio idrico integrato”.

Per questa ragione, De Girolamo e Sardu rivolgono un appello alla Regione e all’Anci perché intervengano con urgenza: “In questa fase delicata di costruzione di un assetto di regolazione maturo per il servizio idrico in Italia, non servono pasticci e formulazioni ibride, ma un disegno chiaro, che attribuisca all’Autorità per l’Energia e il Gas tutte le competenze di regolazione, in modo da trasferire sul servizio idrico la stessa qualità della regolazione dimostrata in questi anni dall’Autorità nel settore energetico”.
09/03/2012 12:17
Confservizi Cispel Toscana

 

a cura di: Provincia di Firenze - Direzione Urp, Partecipazione, E-Government, Quotidiano Met

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